.: diario di bordo :.

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sabato, 27 giugno 2009

"there is a sudden stench of decay coming off the court of king silvio" [ the independent ]

vengono in mente i vestiti nuovi dell'imperatore, anche se so che qualcuno di voi penserà: ma in fondo, cosa fa col suo pisello sono affari suoi, e noi non siamo americani che si scandalizzano se si viene a sapere che il presidente se la fa con una stagista o una attrice, no? ma a questo punto penso che nando dalla chiesa abbia espresso molto bene i dubbi che sorgono e che nulla hanno a che fare con la vita privata di chicchessia, foss'anche sua maestà il presidente del consiglio italiano. sono dubbi che riguardano la sicurezza nazionale, la ricattabilità di un'alta carica dello stato, la salute mentale del medesimo, ecc. ecc. ora, se si trattasse di una figura di indubbia statura morale, un valido esempio fino ad ora di retto pensiero e retta azione, uno statista che ha dedicato se stesso, in totale sprezzo della propria sicurezza e dei propri interessi, al bene dello stato, forse si potrebbe anche socchiudere un occhio. ma dato il peso giudiziario che già grava su codesto personaggio, direi che la misura è più che colma. anche se, va detto, grazie al noto lodo alfano, di qualunque reato venga accusato il premier berlusconi, lui esente sarebbe da ogni giudizio. allora ci chiediamo: perchè invitare a cena un giudice della corte costituzionale? ancora vita privata?

il direttore de il tempo, tale arditti, disse a linea notte un paio di sere fa che è tipico dei dittatori favellare di sedicenti complotti di ingerenza negli affari interni per tacitare critiche al suo operato non proprio democratico. lui stava parlando del presidente dell'iran, ma la cosa suonava molto come una critica al nostro presidente del consiglio che accusa i giornalisti, nostrani ed esteri (v. titolo supra) di complotto. ha ha ha... io posso solo dire, come si direbbe in una fiaba russa:

berlusconi, shchob tebe chorny bog ubif!



giovedì, 18 giugno 2009

la cosa (nostra) berlusconi.  non ve la pigliate con me, è stato saramago a scriverlo per primo, e diversi giornalisti stranieri a ricalcare l'epiteto (epiteto è una figura retorica e non ha connotati negativi o positivi, come duce, papa, papi...). dando una scorsa alle reazioni sulla stampa estera trovo parole come "la cosa berlusconi arriva a washington", "should be fun" (ora ci divertiamo), "imperatore berlusconi" e il meno lusinghiero "pagliaccio decadente". ora, come tempestivamente denunciato dal nostro primo ministro, questi loschi signori aderiscono al complotto cosmico eversivo per far cadere il governo berlusconi, tutti sotto paga del pd (partito deludente), nella persona di dario franceschini (un nome un programma, e già noto ai servizi segreti per aver dato il via a questa infamante campagna con il suo "cripto-fascista", dato a berlusconi in risposta al "catto-comunista" ricevuto).

va notato che sulla stampa estera (almeno quella nelle lingue che io mastico: americana, britannica, francese e spagnola) poco o nullo si è detto dello storico incontro obama-berlusconi (noto d'ora in avanti come obamoni). la rivista time ha pubblicato la trascrizione della conferenza stampa (quella che porta a porta ha trasmesso in differita presentandoci un berlusconi assenziente, con la testa ciondoloni come un cagnolino da automobile) da cui si evince che il presidente obama usa un linguaggio articolato, preciso, diretto e non senza eleganza, farcito di rare battutine auto-ironiche, in contrasto con l'italiano stentoreo, spezzettato e papagallesco dello statista (vabbe') italiano. si nota pure che obama ha sottolineato la sua disponibilità ad un rapporto amichevole e cordiale con il premier italiano, finchè "entrambi copriremo le nostre attuali cariche" (trad.: te lo scordi che io vengo in vacanza in una delle tue ville dopo il mio o il tuo mandato!).

un pelino meno lusinghiero l'articolo di frederika randall su the nation (la randall lavora per il new york times e il wall street journal), dal titolo "italy's 'emperor' meets obama" (l'imperatore dell'italia incontra obama). cosa c'è di poco lusinghiero nell'aritoclo della randall? il riassuntino fedele dei problemi di berlusconi, lo stress posto sulla xenofobia di cui si macchia il suo governo, la politica dell'odio, gli immensi conflitti d'interesse e gli innumerevoli guai legali, senza contare il pessimo (e misogino) senso dell'umorismo. altra giornalista nel libro paga di franceschini?

del pais non voglio parlare perché tanto già si è detto (e la storia correlata, nonchè le foto pubblicate, hanno basito tutta la stampa estera, ad eccezione forse di quella di teheran). se c'è una cosa che i giornalisti anglosassoni non riescono proprio a immaginare è come si faccia ad avere un premier con un comportamento così discutibile nei confronti delle donne (minori e non), né riescono a concepire la permanenza proterva al potere di un signore (già cassato due volte alle elezioni) che indossa con tanta malagrazia un così notevole guardaroba di sospetti, ombre e macchie giudiziarie. una spiegazione ovviamente c'è: tutti questi giornalisti, osservatori, commentatori etc. sono a libro paga di franceschini (ricchissimo?).

colpisce, infine, che mentre da noi si vogliono impedire ogni sorta di intercettazioni finalizzate ad acchiappare pericolosi delinquenti, in america è in corso un'indagine parlamentare sulle troppe e troppo libere intercettazioni svolte dalla nsa (national security agency, una specie di cia più segreta della cia), spesso e volentieri senza alcun mandato. ma... tra i due estremi, ci sarà pure una giusta via di mezzo... o no?

alcuni link:
italy's emperor meets obama
dossier berlusconi sul new york times
il berlusconi abbronzato va verso la casa bianca (bbc)


esiste anche uno "stupidario" berlusconi sul sito del new york review, ma è solo per abbonati...



sabato, 13 giugno 2009

corsi ricorsi, speranze deluse.  mentre la patria unita con fazzoletto alla mano si appresta a salutare (è un arrivederci, mica un addio) il colonnello libico (quello che ha nazionalizzato la dittatura in casa propria e ora è venuto a insegnarlo al suo degno pupillo), una defunta vedova, nata in tripolitania, mi lascia una raccolta di ritagli di giornale di decenni fa. tra essi, oltre a qualche illuminante scampolo di censura bellica, trovo alcuni interessanti editoriali del periodo della costituente. fra gli altri mi ha colpito uno dal titolo: "evitiamo che i partiti diventino caste". attuale, no?

tutto l'editoriale, a ben vedere, non è che una perorazione per la democrazia partecipata (o to') e una messa in guardia dal rischio che i partiti generino una classe politica oligarchica e autoreferenziale. si dice, in particolare, che se è ovvio che in una grande nazione con una grande popolazione non si può evitare il processo rappresentativo (democrazia per delega), i cittadini devono restare sempre vigili e accertarsi che i partiti non si spartiscono tutto il potere tra loro, che ci sia un continuo ricambio ai vertici, che i rappresentanti in parlamento siano a rotazione e che non si finisca mai per votare un partito anzichè una persona. insomma, tutto il contrario di quello che poi è successo, grazie anche (dulcis in fundo) alla legge elettorale su cui, tra una settimana, saremo chiamati ad esprimerci con il referendum (e di questo poco o nulla si dice...)

mentre all'estero (o, almeno, nelle nazioni occidentali che tengono ancora a valori e principi ormai desueti da noi) si tende a dare le dimissioni anche solo per il sospetto di comportamento illecito, ivi compresi atteggiamenti sciolti e disinvolti verso la morale comune, da noi l'abbarbicato proprietario della carica istituzionale si difende con la intenibile scusa della privacy. poi, a ridosso di un risultato elettorale non proprio trionfante, approfitta della celebrazione teatrale di un dittatore (per cui si preferisce bloccare ai cittadini l'uso di uno dei più bei parchi pubblici della capitale invece di ospitarlo decorosamente in una delle tante sontuose residenze disponibili) per far ingoiare al popolo, a colpi di fiducia, l'ennesima legge vergogna che mira a rendere ancor più difficile il lavoro dei magistrati e quello dei giornalisti seri, a scapito della giustizia e della libertà d'informazione. la rai, nonostante il controllo censorio dei servi del padrone, ci ha omaggiato con un paio di film che ricordano come i vizi privati di un capo di stato possano generare gravi danni ai cittadini ("potere assoluto" di clint eastwood e "spartan" di david mamet) o mettere a repentaglio la sicurezza della nazione. va bene, gli americani sono ossessionati dal sesso, ma forse da noi c'è un pochino troppa rilassatezza...

"nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero senza esserlo." goethe



domenica, 10 maggio 2009

papi o mami?  chiariamo subito: senza una mami, non ci sarebbe alcun papi. e infatti oggi si festeggia proprio lei, la mami, grazie alla quale quasi ognuno di noi può dire a un uomo (o più) "ciao papi". in questa settimana, però, non ho sentito tanto parlare di mami; non ho letto di alcuna ragazzina dire "la chiamo mami"; e l'unica mami che ha dato voce alle sue frustrazioni materne non è stata trattata molto bene dal papi. ma per fortuna che c'è alemanno, sedicente primo cittadino dell'urbe. lui sì che ci pensa alle mami e ieri, in pompa magna (secondo la linea ufficiale del partito), ha pensato bene di onorare tre mami degne di questo nome.

sulla stampa nazionale si è dato degno rilievo a questo evento degno. si è cioè fatto notare che due mami su tre sono italiane e che la terza è, bontà del sindaco, straniera. uau. le due mami italiane si sono pregiate di quattro e sei figli cadauna. occhei, non siamo ancora ai fulgori del ventennio glorioso (ma allora la popolazione italiana era meno della metà di quella di oggi, stranieri esclusi), ma per i tempi che corrono, crisi compresa, tanto di cappello. la terza, la straniera, ne ha potuto sfoggiare uno solo. allora, perché tanto onore? forse che non si sarebbero potute trovare altre mami etrangeres più prolifiche (ovvero, meno fannullone)? sissignore. il punto non è la prolificità delle mami straniere, il punto è che devono fare meno figli possibili. quindi, onore se ne fanno pochi (meglio ancora se non ne fanno).

così il sindaco ci fa la bella figura di onorare anche le mami straniere (quant'è buono lei!), e passa inosservato il messaggio subliminale che le mami straniere devono metterci, come si suol dire, un tappo (no, che avete capito, non quel tappo! :)

intanto, zitta zitta, io commemoro la mia mami (anche se poco patriotticamente di figli ne ha prodotti uno solo) e commemoro soprattutto me che, in quanto detentrice di sangue africano, di figli ne ho prodotti zero. voglio la targa, signor alemanno!

scritto da maribelle | 22:58 | commenti
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sabato, 28 febbraio 2009

increduli ignavi.  tra le ronde ufficializzate (e monopolizzate dalle frange destrorse) e lo sciopero penalizzato, tra la cancellazione delle intercettazioni a fini d'indagine (e, poi, come informazione dovuta ai cittadini contribuenti) e la costruzione di basi nucleari (proprio quando gli altri paesi democratici occidentali hanno smesso di costruirle, e in barba ad un referendum), tra la ghettizzazione di alcune fasce di cittadini italiani (sinti) e i criminali tagli all'istruzione, tra i decreti ad personam e le leggi ad personam lo stato italiano sta gradualmente, irrevocabilmente scivolando in un tipo di regime che neppure mussolini avrebbe osato immaginare (mussolini, that is, che tanto fece per costruire lo stato sociale...). e mentre la sua indegna nipotina sollecita la castrazione forzata (che altrove è stata dimostrata come inefficace), un altro suo indegno erede s'impegna per impedire ai cittadini di godere del rituale, tradizionale cornetto notturno. perché?

al di là dell'interesse personale a depenalizzare i reati in cui si ha un interesse particolare, si sospetta che l'unica motivazione sia quella di rompere le cose tonde ai cittadini, per irrigimentarli, per inquadrarli, per inibire i loro naturali ed innocenti sfoghi per convogliare la rabbia e l'indignazione negli unici canali consentiti dalla legge: ovvero, il linciaggio legalizzato di altri cittadini dichiarati disastrosamente diversi. stiamo aspettando con avida curiosità la legalizzazione dell'omicidio verso il diverso (rom o omosessuale o sinistrorso che sia), che puntualmente arriverà nella grande indifferenza della maggioranza (e anche dell'opposizione che non c'è).



domenica, 28 dicembre 2008

l'età della strega.  quando ero bambina ogni tanto chiedevo a mia madre quanti anni avesse. non ho più idea di che cosa significasse per me, al di là della semplice curiosità infantile. probabilmente volevo fare paragoni con le mamme altrui (in media, tutte più giovani della mia, e più magre). lei, con falso candore, rispondeva sempre inequivocabilmente: ventitrè. per un po' la risposta mi andò bene, anche perché non avevo la minima idea di quanti fossero 23 anni: erano talmente tanti rispetto ai miei che il numero mi convinceva. dopo qualche anno, però, cominciai a snasare che qualcosa non tornava. ma sempre 23 sono, mammina? sì, cara, ventitrè. verso i dieci anni cominciai a sospettare che mia madre non fosse proprio esattamente sincera con me. anzi, iniziai a sospettare che mi stesse prendendo in giro. mia madre!

più o meno nello stesso periodo cominciai a notare che tutte le mamme delle mie compagne di scuola e amichette erano molto più giovani della mia. la cosa stava diventando palese, anche se, onestamente, non le invidiavo. e quando ci si scambiava le età delle mamme, nessuna voleva credere che la mia ne avesse solo ventitrè. "la mia ne ha trentadue ed è molto più giovane della tua!" mammina, mammina, tu mi conti delle musse, vero? può darsi, mia piccola, può darsi...

oggi, quando dico che mia madre è appena morta, quasi tutti mi chiedono: "quanti anni aveva?" è una domanda insidiosa, lo so: se sono troppo pochi, aumenta il cordoglio per la morte prematura (oh poverina, così giovane!); se sono troppi, il cordoglio automaticamente scema, forse perché scatta il paragone con le madri altrui (be', guarda quant'era vecchia la tua vecchia!). a me allora vien voglia di rispondere: ventitrè! (e che se la sbrighino da sé)

scritto da maribelle | 15:01 | commenti
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lunedì, 08 dicembre 2008

nanda
1921 - 2008

ciao, mamma!

scritto da maribelle | 14:19 | commenti
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lunedì, 17 novembre 2008

mark, carlo, eluana.  se la vita umana è sacra, dev'esserlo per tutti, non solo per qualcuno (magari perché ci fa comodo). sulla questione dell'alimentazione forzata ho già detto, ma forse merita che venga ripetuto: se io imbalsamo un cadavere, la preservazione del suo aspetto esteriore non significa che l'altissimo (non l'ex ministro) o la natura vogliano preservarne l'aspetto; significa solo che artificialmente, per mia volontà e grazie alla tecnologia d'oggi ottengo questo risultato. se io metto il corpo umano nella formaldeide (in toto o in parte), la sua conservazione non indica affatto la sua sopravvivenza. l'alimentazione forzata, tramite sondino (che passa attraverso il naso, lungo l'esofago, e giù giù fino allo stomaco), non è presente in natura, come non la è la conservazione di materia biologica in formaldeide.

non si può però fare a meno di notare l'attaccamento alla vita umana quando si tratta di propaganda che limita la libertà del singolo e che viene meno quando la sua protezione limita l'agire delle c.d. (cossiddette) forze dell'ordine (nuovo, of course). salta all'occhio che la vita di carlo (ma, alla fin fine, anche quella di mark che ha davvero rischiato di lasciare la pelle alla scuola diaz) vale molto, ma molto meno di quella di eluana, anche se eluana non ha, al contrario di carlo o mark, alcun modo di comunicare il suo pensiero e il suo volere (forse perché non ce n'è più?). e, sia chiaro, nel caso di carlo come di mark non stiamo parlando di semplice autodifesa (una pallottola bastava), ma di accanimento omicida (ripassare un paio di volte con la cammionetta sul corpo di carlo, o picchiare con minacce verbali sul corpo di mark che è finito in coma). evidentemente la vita umana non è tutta uguale. fa venire in mente la vergine cuccia del parini, ecco.

alla richiesta di un commento sulle "lacrime" di ferrara alla notizia della sentenza della cassazione, giorgio bocca: «poverino... vorrei che fosse lui al posto di eluana!». l'anziano giornalista non lo sa, ma il suo desiderio è già realtà, solo che ferrara ancora non lo sa...!



venerdì, 07 novembre 2008

Sognando Ronaldinho...  

Prima partita (amichevole, neh?) di
Coppa del Nonno


C.S. Badanti
vs.
A.C. Sbadati

Domenica 9 Novembre 2008

Inizio partita ore 15 (circa)
Campetto della Charitas
via Marana, 8 - Chiavari

Al termine della partita, una gustosa (?) merenda! :))

(chi non salta un badato è, è...!)



mercoledì, 05 novembre 2008

  yes, you did it!
obama_blog



domenica, 26 ottobre 2008

profeti?  la striscia rossa di oggi, quanto mai attuale:

«Ogni tempo ha il suo fascismo. A questo si arriva in molti modi, non solo col terrore e l’intimidazione poliziesca, ma anche distorcendo l’informazione, inquinando la giustizia, diffondendo la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l’ordine.»
Primo Levi, 1974



giovedì, 23 ottobre 2008

war on terrorism helps financial crime!  c'è chi va a caccia di mosche con i cannoni, per cui invece di ammazzare le mosche distrugge casa sua e dei vicini. questa la sensazionale notizia data l'altro giorno dal new york times (cercatevi l'articolo, pigroni! :) che denuncia come lo spostamento di risorse e personale sulla guerra al terrorismo abbia privato l'fbi di risorse e personale per indagare i crimini finanziari, le truffe e le frodi fiscali. in un momento come questo in cui milioni di persone rischiano di finire sul lastrico per i giochini di borsa (semplifico) e altri milioni vengono chiamati a pagare il conto di banche, assicurazioni e agenzie finanziarie per "salvare l'economia", la notizia del quotidiano americano conferma due sospetti: a) la tendenza di certa destra criminale a coprire i malfattori internazionali grazie a forti campagne demagogiche; b) il terrorismo fa molte meno vittime dei politici corrotti. poi, possiamo aggiungerne un altro (visto che l'italia non è diversa dall'america quanto a politiche distruttive): quando un governante punta il dito su un pericolo, bisogna guardare il dito e non il pericolo.

la tecnica non è affatto nuova nei nostri paraggi. l'abbiamo visto con la presunta lotta alla prostituzione. sappiamo infatti che le pene previste per prostitute e clienti, per un massimo di 15 giorni, non rimuoveranno il problema dalle strade, ma certamente intaseranno il lavoro dei magistrati, allungando i tempi della giustizia, favorendo la prescrizione per certi reati, aiutando la demagogia di chi vuol essere impunito e oscurando la strada della verità per tutti noi che attendiamo da decenni che giustizia sia fatta contro quei centri di potere che si sono rafforzati e arricchiti a nostre spese (e che se sbagliano, siamo sempre noi a pagare il conto).

lasciatemi però dire una cosa molto antipatica: viva la crisi economica! perché? perché forse, come già negli anni '30, saremo obbligati a ridimensionare il nostro tenore di vita, a riscoprire i piccoli piaceri della vita, a rinunciare al terzo cellulare. e poi, mal comune mezzo gaudio (e qui a chiavari siamo già in tanti a godere! :)